SOLIDI PLATONICI (Rinascimento - Luca Pacioli)

Pala di Montefeltro
luca pacioli
Piero della Francesca. Pala Montefeltro (The Madonna with Child, Angels, Saints and Federico da Montefeltro, Duke of Urbino). 1472-74. Oil on panel. 248 x 170 cm. Pinacoteca di Breta, Milan, Italy.

Nei suoi ultimi anni di vita (1416/17-1492) Piero della Francesca si dedica completamente alla matematica e scrive tre libri. L'ultimo di questi è sui cinque solidi regolari ("De quinque corporibus regolaribus") descritti da Platone nel Timeo. L'opera non fu mai pubblicata e fu invece, a detta del Vasari, plagiata da un suo studente, il frate Luca Pacioli ritratto nel particolare sopra riportato.

Luca Pacioli è l'autore dell'opera "De divina proportione"  pubblicato a Venezia 1509.
La divina proporzione era proprio il rapporto aureo senza il quale “…moltissime cose de admiratione dignissime in philosophia, nè in alcun altra scientia mai a luce poterono pervenire.”. L’ammirazione che il Pacioli aveva per questa costruzione era tale da indurlo a metterla in relazione con la Divinità.

Luca Pacioli

Qui invece Fra Luca Pacioli viene ritratto da Jacopo de Barberi con Guidobaldo, Duca di Urbino. Nella parte superiore sinistra vediamo un rombo-cubododecaedro mentre sul tavolo si nota un solido regolare, dodecaedro platonico.

Pacioli dedicò l'intera seconda parte della Divina Proporzione ai solidi platonici, collegandoli alla sezione aurea:

"Poichè Dio portò in essere la virtù celestiale, la quinta essenza, e attraverso di essa creò i quattro solidi ... la terra, l'aria, l'acqua e il fuoco ... così la nostra sacra proporzione diede forma al cielo stesso assegnando al dodecaedro ... il solido costruito con dodici pentagoni, che non può essere costruito senza la nostra sacra proporzione."

Rinascimento - Leonardo